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La vera storia della Rana del Garda

Scritto da Luca / Illustrato da Elisa

Virginia Tortella

Virginia Tortella ama il lago, quello di Garda. E’ dove è nata e cresciuta, del lago si alimenta e si nutre, e nel lago è diventata mutante: donna, ma anche rana, uno dei protagonisti della natura che trasmette più simpatia e che ha ispirato mille storie, fiabe, racconti e aneddoti. E, interpretando questa sua mutazione, il 15 Settembre affronterà la traversata, in largo, del suo lago, come gesto e omaggio per Massimiliano, il suo adorato fratello scomparso prematuramente e che amava lo sport. Lei, no: non era una sportiva, ma l’amore e la forza di volontà fanno magie, sono l’energia per cambiare tutto… addirittura noi stessi. Quindi, unendo i puntini di una storia che è fatta di amore, di dolore, di forza di volontà, Virginia si immergerà, nella notte tra il 14 e il 15 settembre, nel lago, a Padenghe sul Garda, raggiungerà Lazise dopo circa 19 km, e poi altri 10 per arrivare a Peschiera, quasi 15 ore in acqua

Questa è la storia, questa è la cronaca, questo è il sogno, un sogno che Back2You ha deciso di appoggiare e sponsorizzare, visto che interpreta alla perfezione lo spirito che guida l’azienda da sempre. Virginia, inoltre, indosserà per la sua traversata, sotto la tuta, una maglia e il bikini brief Back2You, per garantirle il massimo confort. Ma il fascino di questa performance va oltre, perché le avventure sono tali se si vivono e non solo si guardano da “fuori”. Cosa significa, al di là del gesto atletico, nuotare per 15 ore, che diventano centinaia e centinaia se si sommano i mesi di allenamento costante? Giorni e giorni, nuotando, in acqua, in una solitudine che viene compensata da un rapporto intenso con se stessi. Il tempo passa, i chilometri si superano, ma noi rimaniamo sempre, stabilmente, con noi stessi: come in una maratona, e come nella vita: possiamo andare lontano, e prima o poi ci accorgiamo che non ci siamo mossi di un millimetro, siamo sempre con noi stessi, e serve equilibrio, serve imparare a volerci bene e a pensare a “stare serenamente con noi stessi”. E dobbiamo persino imparare a non “annoiarci”, con noi stessi.

Pensate, una vita passata sempre con la stessa persona, gli altri - per quanto importanti - sono accompagnatori, sono comparse, sono co-protagonisti, ma la sfida è quella di trovare sempre qualcosa di nuovo da scoprire in noi stessi. L’obiettivo di una traversata, come questa, è l’obiettivo della vita: non dobbiamo arrivare, dobbiamo percorrere; arrivare è inevitabile: non sempre si arriva esattamente dove si prevede, ma di sicuro c’è un inizio, e una fine: la qualità, l’intensità, l’emozione, la soddisfazione devono essere trovate durante il percorso. E allora, per un attimo, immaginatevi per ore, per giorni, in un lago, a nuotare, a viaggiare, entrate nella mente di Virginia che - tra l’altro - è esplosiva, sempre in fermento, un vulcano e che quindi pensa sempre al “dopo”, al “prossimo step”. Cosa pensa, come fa a trovare l’energia non solo per alimentare i muscoli, ma per trovare questo costante equilibrio con sé stessa? Non può leggere, non può guardare una serie TV su Netflix, non può mettere nessun Like su Facebook, non può parlare con nessuno. Che noia? In molte potrebbero pensarlo, parlandone con Virginia è un pensiero che ha avuto anche lei, e sul quale sta “lavorando” per superare.  


Per non annoiarmi, se ognuno di voi mi regalerà un pensiero, li userò durante la traversata.
- Virginia Tortella

Eppure, questo significa/significherebbe avere la noia per la vita, alla fine… Per essere felici, per essere vivi, non bisogna “fare”, o meglio non solo “fare”, ma essere, annusare, percepire, intuire, respirare. Passare il tempo con se stessi, non alimentati da “elementi esterni”, per scoprire che non abbiamo bisogno di nulla, per essere felici, per essere “pieni di vita”.

C’è un altro elemento, sul quale riflettere: l’ambiente che ci “avvolge” non è inerte. L’aria, lo spazio, l’acqua non è indifferente: si muove, è vivo. Pensate al lago, sembra la migliore interpretazione della calma, della quiete, della tranquillità, di un ambiente “piatto”. E, invece, ce lo ha confermato Virginia, ha un cuore che pulsa, correnti che si sentono, fortissime, che trascinano, che creano pressione e che generano emozioni, in ogni istante. Non è mai quello che appare, anche questa è una metafora della vita, ed è per quello che la vita (come il lago) va vissuto immergendosi completamente, con coraggio, con la voglia di essere sempre stupiti.

La vera storia della Rana del Garda è una… una storia vera: il giro di parole è d’obbligo, e per renderla ancora più vera potete contribuire alla sua causa: quella di aiutare Telethon con la sua avventura: se userete il codice RANA per ogni acquisto sul sito di Back2you da oggi fino al 30 settembre, il 5% verrà devoluto in beneficenza, date il vostro contributo :-) 

Virginia Tortella