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Greta, 16 anni: cambierò il mondo…

Scritto da Sarah

Greta Thunberg, agli occhi dei “grandi”, potrebbe essere solo una ragazzina “troppo piccola” per capire come funziona il mondo là fuori. La verità è che Greta si è “semplicemente” posta tante domande davanti alle contraddizioni del mondo nel quale vive e questo l’ha portata a fare delle scelte, anche sulla base delle risposte che non ha ricevuto.

Greta è un’attivista.

A circa 8 anni sentì parlare dei cambiamenti climatici scoprendo una loro stretta correlazione con il nostro stile di vita. Ciò che però turbò profondamente Greta fu altro: l’indifferenza del mondo.

Si sorprese nel vedere che, nonostante si trattasse di un problema di estrema importanza (alla stregua di una guerra mondiale), nessuno ne parlava, nessuno creava allarme, mantenendo inalterato (se non, anzi, alimentando) quello stile di vita poco sostenibile (ma troppo comodo per rinunciarvi) che aveva generato queste condizioni diventate, di anno in anno, sempre più allarmanti.

Questa forte incongruenza di fatti, a soli 11 anni, la portò ad ammalarsi, a cadere in depressione, a smettere di parlare e mangiare. Più tardi le fu diagnosticata la sindrome di Asperger, l’OCD e il mutismo selettivo. Nonostante ciò, non solo si è interessata all’ambiente, ma ha anche agito per far si che la sua famiglia adottasse uno stile di vita sostenibile.

Ma…per quale motivo questa giovane svedese - in questi giorni in particolare - è stata ed è sulla bocca di tutti?

Ciò che ha reso nota Greta è stato uno sciopero personale da lei intrapreso a partire da agosto 2018. Da allora, ogni venerdì, si assenta da scuola per presentarsi davanti alla sede del parlamento svedese, a Stoccolma, con un cartello con scritto: “Skolstrejk för klimatet” (“sciopero scolastico per il clima”).

Nel giro di pochissimo tempo, la protesta di Greta si è diffusa esponenzialmente tra gli studenti (e non solo), raggiungendo l’apice del coinvolgimento lo scorso 15 marzo 2019, in un evento globale chiamato Fridays For Future. Più di 1,4 milioni di persone in 125 Paesi nel mondo. Tutto questo per smuovere gli animi e per difendere il proprio futuro chiedendo ai governi di impegnarsi di più (e seriamente) nel prendere provvedimenti contro i cambiamenti climatici.

Si è trattato di una manifestazione pacifica alla quale, contrariamente a quanto ingenuamente si potrebbe pensare, hanno aderito persone - davvero - di tutte le età. I cortei di tutto il mondo convogliavano verso un’unica destinazione: la consapevolezza di un’urgenza ormai imminente, ma al tempo stesso quella di una grande forza di un gruppo coeso e in vasta espansione. Una forza che parte dal basso, là dove avviene il vero cambiamento…Così come la storia insegna. Quel giorno, nel coro di milioni di persone, ogni distanza si è annullata e la speranza è diventata, ad ogni passo, sempre più tangibile. 

No, non basta certamente un corteo per “salvare il mondo”, e Greta non vuole ottenere popolarità, non le interessa. Ciò che conta per lei è che il suo messaggio venga ascoltato. Non è l’unica che in tutti questi anni ha aperto gli occhi, però è un simbolo di quell’energia, ribellione e desiderio di cambiamento che si associa spesso ai giovani, perché quando si “diventa grandi” si divents spesso anche disillusi.

Quello che però dobbiamo pensare è che quell’energia in realtà non svanisce. È dentro ognuno di noi, a prescindere dalla nostra età anagrafica. Ciò che dipende da noi è “semplicemente” la volontà di alimentarla.

Non è il tempo, a determinare la nostra età e tutti possiamo essere Greta: nelle scelte che facciamo ogni giorno, nell’attenzione che prestiamo ogni giorno, nel cercare di fare di meglio… nel voler fare di meglio.

La manifestazione alla quale abbiamo partecipato si è conclusa, ora però, ciò che conta più di tutto è agire; abbiamo cantato anche Lennon, ma questa è un’altra storia... !