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Incantatrice di numeri

Scritto da Giovanna / Illustrato da Elisa

Il matrimonio non ha fermato il mio interesse per la matematica e la trigonometria, tantomeno la mia determinazione nel voler proseguire questi studi”, scriveva Ada Lovelace a Charles Babbage, con cui intrattenne una corrispondenza ventennale, nel tentativo di costruire con lui la ”Macchina Analitica”, forse il primo computer della storia.


Figlia del poeta romantico George Byron, in verità non lo conobbe mai e la madre - appassionata di matematica - fece di tutto per cancellarne qualunque influenza su Ada, facendola immergere negli studi scientifici fin dalla tenera età. Non riuscì completamente nel suo intento, poiché Ada Lovelace, che oggi è ritenuta la prima programmatrice della storia, aveva ereditato dal padre uno spirito romantico che le consentì di approcciare le scienze in maniera originale. Definiva, infatti, la matematica e la logica come “scienza poetica” ed era arrivata ad ipotizzare che il computer potesse andare ben oltre al calcolo matematico ed essere così usato per creare musica e opere d’arte: cosa che oggi è per noi scontata, ma nella prima metà dell’Ottocento era ben lontano dall’essere anche solo sognata.


La Macchina Analitica intreccia pattern algebrici,
come il telaio Jacquard intreccia fiori e foglie.


Ogni anno, il 9 ottobre si festeggia l’Ada Lovelace Day e con esso si celebrano tutte le donne che lavorano in ambito tecnologico. Visionaria e geniale, Ada è un’ispirazione per le giovani donne che scelgono di affrontare gli studi scientifici o una carriera nel mondo tech: oggi le donne rappresentano più della metà dei laureati in informatica e quelle sotto ai 25 anni sono più portate a scegliere questi studi rispetto alle “sorelle maggiori” nate prima del 1983.